Prevenzione e trattamento delle patologie osteoarticolari

Prevenzione e trattamento delle patologie osteoarticolari

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Le malattie osteoarticolari sono una delle condizioni croniche più diffuse nella popolazione italiana (Indagine Multiscopo Istat 2010: artrite/artrosi 17,3%, osteoporosi 7,3% della popolazione). I dati confermano l’aumento di prevalenza delle principali malattie reumatiche (artrite/artrosi, osteoporosi) in rapporto all’età, indipendentemente dal sesso, mentre l’analisi per genere evidenzia che la prevalenza di questi disturbi è maggiore nelle donne rispetto agli uomini (22,1% di artrite/artrosi nelle donne vs 12,1% negli uomini), differenza ancora più marcata se si considera l’osteoporosi (12,0% vs 1,7%). In Italia vengono effettuati ogni anno circa 160.000 interventi di sostituzione protesica, dei quali circa il 55% interventi di protesi di anca, il 40% di ginocchio, il 2% di spalla e il restante 1% interventi su articolazioni minori. Le donne che si sottopongono a un intervento di sostituzione protesica continuano a essere in numero nettamente maggiore degli uomini per tutte le tipologie di intervento (67% donne, 33% uomini) e presentano un’età media superiore (73 anni le donne, 69 anni gli uomini). L’impatto economico degli interventi di artroplastica è stimabile in Italia in circa 1,5% del Fondo Sanitario Nazionale. Le malattie dell’apparato muscoloscheletrico sono affezioni a carattere sistemico che comportano un notevole impatto sull’autonomia e sull’abilità lavorativa dell’individuo, oltre che una riduzione dell’aspettativa di vita. Per contrastare la diffusione di queste patologie è necessario implementare opportune strategie di prevenzione primaria, mediante la diffusione di interventi di contrasto alla sedentarietà e di promozione di stili di vita attivi, sfatando il mito che le stesse siano una patologia minore, che siano ineluttabili come la vecchiaia e quindi non possano essere efficacemente curate. L’approccio a queste patologie, per essere efficace, deve basarsi su un trattamento integrato che non si limiti al solo uso di farmaci tradizionali, ma che preveda un vero e proprio programma terapeutico che comprenda in particolare la fisioterapia, la terapia termale e le cosiddette nuove terapie low dose. Questo tipo di terapie, che si stanno sempre più affermando con il nome di Low Dose Medicine/Medicina dei bassi dosaggi, stimolano le funzioni fisiologiche dell’organismo, regolando per esempio la risposta immunitaria o endocrina del paziente, con tempi d’azione spesso molto rapidi e, soprattutto, senza effetti collaterali. Vogliamo sottolineare che le Malattie osteo-articolari, sia degenerative, sia infiammatorie, non possono essere curate efficacemente, in modo scientificamente moderno e eticamente corretto, se non si fa ricorso a tutti i mezzi terapeutici che la scienza, oggi, ci mette a disposizione, che partono dall’intervento del Medico di Medicina Generale, che deve essere informato/aggiornato su tutte le strategie terapeutiche disponibili, per arrivare allo specialista Reumatologo, senza tralasciare l’intervento dell’Omeopata e del Fisioterapista.

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