HELP! Non riesco più a comunicare con il mio compagno/a

foto di una coppia

Di Simona Colombi

Nella vita di ogni giorno siamo tutti molto impegnati, fagocitati da un massacrante stille di vita, risucchiati da un implacabile vortice di impegni. In questo mare magnum di ansia e stress non sempre è facile trovare il tempo ed il modo per comunicare adeguatamente con il nostro partner. 

Scopo di questo articolo è quello di dare ai due membri della coppia degli strumenti pratici da utilizzare per migliorare la comunicazione verbale. Migliorare le abilità comunicative può permettere di dire la propria opinione senza ferire, di palesare il proprio punto di vista e i propri sentimenti con la concreta possibilità di essere ascoltati e capiti. Una comunicazione di coppia realmente efficace, ovvero chiara, comprensiva e partecipe, è garanzia della qualità e della tenuta del rapporto. E l’uso di alcune semplici tecniche può migliorarla, di molto.

Mettersi nei panni dell’altro

Una delle classiche tecniche di comunicazione di coppia suggerite dai terapeuti è lo scambio dei ruoli tra i partner. A turno, ciascuno dei due è invitato a ricoprire il ruolo dell’altro, ricalcandone gli atteggiamenti di fronte al terapeuta e al partner: il modo di parlare, il tono della voce, le espressioni caratteristiche, persino le parole usate più di frequente. Vedendosi riflesso nell’altro è più facile rendersi conto di come si venga percepiti e del proprio ruolo all’interno della relazione di coppia. Se praticato con una certa costanza, lo scambio aiuta a sviluppare l’empatia, ovvero la capacità di comprendere cosa sta provando l’altra persona, a “sintonizzarsi” psicologicamente con le sue emozioni ed il suo punto di vista.

Utilizzare le frasi “IO”:

Le frasi “Io” sono: Io penso, credo, sento, desidero mi chiedo e così via.
Un’affermazione “Io” riflette il fatto che chi parla in quel dato momento si assume la responsabilità di se stesso, dei suoi vissuti, delle sue opinioni, dei suoi punti di vista, delle sue emozioni, e così via.
D’altra parte, le affermazioni “Tu” (tu hai detto, hai fatto, etc…) rappresentano reazioni difensive, provocatorie o di aperta accusa. Infine, le frasi “neutre” (ad esempio: mi sembra, mi pare) sono troppo logiche, impersonali o troppo vuote per essere utili, e spesso richiamano un atteggiamento arrogante e sottilmente accusatorio, in modo indiretto. Ovvero, le frasi Io sono tipiche dello stile comunicativo di tipo assertivo, quelle tu dello stile comunicativo aggressivo, quelle neutre dello stile passivo-aggressivo. Ogni partner dovrebbe essere assertivo e ricorrere spesso ad un linguaggio di tipo “Io”, evitando quello “Tu” e quello “neutro”. Ogniqualvolta capiti di usare uno di questi ultimi due, il partner dovrebbe fermarsi e convertire il concetto in una forma “Io”. Infine, ognuno dei due partner dovrebbe auto-controllare le proprie affermazioni ed accettare che l’altro gli faccia notare di essere caduti nella trappola delle forme comunicative sbagliate.

Ascoltare

Quando noi parliamo, non possiamo sapere esattamente che cosa pensa l’altro o che cosa sente e prova mentre ci ascolta, anche se la sua cosiddetta comunicazione non verbale in parte lo rileva. Spesso, invece, nella relazione di coppia, capita di agire “come se” potessimo leggere nel pensiero dell’altro, attribuendogli i nostri sentimenti, pensieri ed emozioni, senza provare a capire ciò che realmente pensa e prova, e questo non giova ad una comunicazione efficace. Il rischio è di attribuire all’altro le emozioni negative che invece sono dentro di noi: “Sono irritato, nervoso, stanco”, e vedo nell’altro l’irritazione, il nervosismo, la stanchezza, interpretando in questo senso i suoi atteggiamenti verbali e non verbali, senza preoccuparmi invece di mettermi in ascolto del suo stato d’animo reale o di dichiarare le mie emozioni e le ragioni per cui mi trovo in quella situazione chiedendo di essere ascoltato e accolto in questa mia debolezza.

Molte coppie sostengono che il loro problema è quello di di non parlare o comunicare abbastanza. Molto spesso invece si può notare che il vero problema è di non saper ascoltare. E’ un detto comune quello che suona così: “Dio ci ha dato due orecchie ed una bocca poiché desiderava che passassimo il doppio del tempo ad ascoltare rispetto a parlare, oppure perchè ascoltare è due volte più difficile che parlare”. Ascoltare è molto di più che stare tranquillamente seduto annuendo rispetto a quello che porta l’altro. Ascoltare significa far sapere a chi parla che abbiamo capito con la testa quel che ha detto ma anche sentito con il cuore. La responsabilità dell’ascoltatore è quella di riflettere il non solo il contenuto verbale, ma anche la valenza affettiva che ha colto nelle parole dell’altro.
Tale tipo di ascolto è detto “ascolto riflessivo”, ed
il suo scopo per la coppia è quello di condividere lo stesso significato. Le parole in se stesse non sono sempre sufficienti per comunicarlo, soprattutto nei casi in cui la valenza affettiva rappresenta una parte importante della comunicazione: per questo, chi parla deve fornire un messaggio chiaro che includa l’affermazione di un sentimento e non deve dare per scontato che chi ascolta possa comprendere automaticamente le sue emozioni. E’ responsabilità di chi parla quella di comunicare sia il valore affettivo che il contenuto. La coppia deve imparare a seguire una struttura del tipo
“Io sento questo che ….perché….” Una volta allenato a questo tipo di comunicazione, l’altro potrà rispondere sia alla valenza affettiva che al contenuto.
Se la frase riflessa è accurata, allora la discussione può procedere . Tuttavia, a volte la frase riflessa può essere altamente discrepante rispetto all’intenzione di chi parla. Se ciò accade è necessario ricominciare il ciclo comunicativo.
Quando una comunicazione fallisce i partners possono sentirsi frustrati e decidere di arrendersi, oppure iniziare ad incolparsi a vicenda. Ciò che in questi casi è molto utile è quello di vedersi come una squadra in cui l’uno aiuta l’altro a migliorarsi per il bene comune.

La valorizzazione

Essere valorizzati significa essere capiti come persona. Il suo opposto è la svalutazione: essere ignorati, fraintesi, vedere i propri pensieri e le proprie parole interpretati erroneamente, o essere addirittura ridicolizzati.

Spesso le coppie confondono la valorizzazione con l’accordo. Valorizzare l’altro non significa necessariamente essere d’accordo: significa rispettare l’altro per quello che è e pensa, senza volerlo cambiare.
Il primo passo nella comunicazione è quello di valorizzare l’altra persona. Allora e solo allora è possibile discutere sulle diverse percezioni, opinioni, convinzioni, emozioni e così via.

Parole affettuose e modi gentili

È importante esprimere l’amore anche nei comportamenti e nella comunicazione quotidiana, perché il modo in cui agiamo e parliamo plasma i nostri modi di pensare e di sentire. Inoltre, determinate nostre azioni producono azioni simili nell’altro: le piccole premure e le espressioni d’amore dell’uno influiscono su ciò che l’altro pensa di lui (sui sentimenti e sui comportamenti dell’altro nei suoi confronti), dando luogo così ad un circolo virtuoso costituito da una serie di azioni amorevoli che si rinforzano a vicenda. È necessario dare importanza alle espressioni d’amore, rivolgendosi all’altro con toni e modi garbati e premurosi.

Il tempo

La comunicazione è un processo che richiede tempo. Le coppie devono imparare che è necessario impegno, energia e comprensione, ma anche molto del loro tempo, e che è importante ritagliarsi dei momenti dedicati esclusivamente ad essa. E’ utile darsi degli appuntamenti e una continuità che permetta di sentire che il dialogo può continuare la prossima volta e permettere di approfondire i temi più importanti.

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